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ICP Milano
Il nuovo reparto di terapia del dolore Mario Tiengo

Europa & Italia unite dal dolore
In Europa, secondo la più estesa ricerca a riguardo, un adulto su 5 è affetto da dolore cronico. In Italia la situazione è ancora più preoccupante: secondo accertamenti condotti dal Ministero della Salute, le persone che soffrono di un dolore cronico sono oltre venti milioni, con differenze notevoli tra regione e regione: in quelle del centro-nord la percentuale di italiani afflitti da tale sintomo arriva a superare il 30%. Si tratta per lo più di cefalea, mal di schiena, dolore da neoplasie. Se non curato adeguatamente, il dolore cronico ha un impatto devastante su tutti gli aspetti della salute e della qualità della vita del paziente, senza contare i risvolti gravemente negativi per i famigliari.

Italiani pionieri
La terapia del dolore in Italia inizia nel 1948 col Professor Lunedei, Clinico medico dell'Università di Firenze, e col Professor Enrico Ciocatto, anestesista dell'Università di Torino.
Nel 1975 nasce l'AISD - Associazione Italiana per gli Studi sul Dolore, in contemporanea iniziano a sorgere in varie città Centri ospedalieri specializzati nell'assistenza e nella cura dei paziento afflitti da dolore cronico.
Presso l'Università di Milano nel 1982 viene istituita la prima Cattedra nel mondo di terapia del dolore la cui direzione è affidata al professor Mario Tiengo. Sempre diretto da Tiengo nello stesso anno inizia a funzionare presso gli Istituti Clinici di Perfezionamento il primo Ospedale Universitario per la Terapia del Dolore (finanziato dalle famiglie Visconti di Modrone e Bergamasco): il Padiglione "Bergamasco", che comprende, assieme a quello per le cure palliative, il reparto superspecialistico per il dolore dedicato oggi a Mario Tiengo e diretto dal prof. Edoardo Calderoni.

Il "Tiengo": un Reparto a pieno regime
"Presso di noi - spiega il dottor Vincenzo Iorno, Responsabile neo-battezzato reparto "Tiengo" - si effettuano fin 13.000 prestazioni l'anno, delle quali 1.500 sono prime visite tese alla diagnosi, mentre le restanti fanno già parte dei cicli terapeutici tra i più all'avanguardia come l'epiduroscopia, il posizionamento dei cateteri stimolatori midollari citando le tecniche più invasive, o la mesoterapia, l'elettrostimolazione transcutanea, la nuovissima idroelettroforesi fino all'"antica" agopuntura per quanto riguarda le tecniche meno invasive".