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La colpa medica, responsabilità professionale
per "malpractice" medica
Avv. Renato Mantovani - Studio Legale Mantovani,
Milano

Cosa cambierà nel previsto passaggio
tra sanità pubblica e privata?
Per ospedali e cliniche è oggi più
che mai difficile trovare un assicuratore disposto a coprire i
rischi derivanti da cattiva pratica dei sanitari che operano al
loro interno e dai sinistri imputabili a deficienze strutturali
ed organizzative della struttura.
La ragione è semplice, ai costi attuali
assicurare il settore sanitario non è certo un buon affare
stante la sinistrosità che ormai per ogni euro incassato
vede una spesa di tre.
Nella realtà però ad oggi non
è ancora stata posta in essere dal sistema sanitario e
dal mondo assicurativo, se non altro in limitati quanto illuminati
casi, una vera attività di studio di Risk Management al
fine di predisporre protocolli operativi e di gestione dell'ambiente,
personale e struttura, idonei a garantire da una parte una maggiore
sicurezza per il paziente e dall'altra una minore sinistrosità.
Progetti operativi di un tale tipo oltre a
che a rappresentare una vera e propria eccellenza medica che contraddistinguerà
la struttura sanitaria valorizzandone il "prodotto"
prestazione sanitaria, ne valorizzerà l'immagine verso
l'utenza con conseguente benefico effetto anche nei conti economici
e nella sinistrosità per eventi avversi.
Accanto a una tale attività sarà
bene che le direzioni sanitarie pongano anche attenzione a predisporre
al loro interno una idonea struttura (che comunque potrebbe essere
fornita o sponsorizzata direttamente dall'assicurazione o dal
broker) che gestisca i vari sinistri con una apertura al paziente
danneggiato, fornendogli assistenza sanitaria suppletiva e riparatrice
senza preventivamente (come oggi abitualmente accade) anteporre
un netto rifiuto al riconoscimento di una eventuale responsabilità
nel lamentato evento avverso.
Qualificata stampa specializzata ha infatti
recentemente riportato che una delle primarie Joint Commission
U.S.A. che come organizzazione non-profit monitorizza ed accredita
ben 28.000 tra ospedali ed altre istituzioni sanitarie ha imposto
agli enti sanitari di sua pertinenza di ammettere innanzi ai pazienti
gli errori eventualmente fatti all'interno delle strutture di
degenza e cura. Ammissione che accompagnata da idonea offerta
di attività riparatoria ed indennizzante ha drasticamente
ridotto azioni giudiziarie e indennizzi miliardari.
E' bene ricordare che un buon amministratore
ed un bravo legale si distinguono non solo perché riescono
a prevenire sinistri e contenzioso, ma anche perché quando
un evento avverso accade sono in grado di mitigarne gli effetti
e conciliare le conseguenti istanze risarcitorie.
Una impostazione di questo tipo viene oggi
caldeggiata dalla Federazioni dei comitati di etica medica che
raccoglie al suo interno buona parte dei comitati operanti ormai
in ogni primario ospedale presente nel territorio nazionale. Federazione
che tramite il suo sito internet (www.fnace.it) di recentissima
istituzione si propone di raccogliere tutte le segnalazioni di
eventi che in qualche modo si possano ritenere avversi e ricollegabili
a fatti di malpractice medica creando una casistica attualizzata
a cui attingere non solo per predisporre linee guida "anti
errori" ma anche per instaurare un tavolo di lavoro on-line
tra tutti gli operatori non solo sanitari ma anche assicurativi
al fine di meglio individuare il "rischio sanitario"
riducendone ove possibile il suo impatto sia in termini di minori
sofferenze per il paziente sia in quelli di migliore monitoraggio
ai fini di più idonee e razionali coperture assicurative.
Un orientamento verso un comportamento nei
termini appena indicati si renderà poi tanto più
opportuno quando il disegno di legge proposto dal senatore Tomassini
diventerà legge dello Stato in quanto esso prevede che
la responsabilità civile per danni a persone causate dal
personale sanitario medico e non medico, occorsi in una struttura
ospedaliera pubblica o privata, è sempre a carico della
struttura stessa.
La stessa normativa prevede anche che la responsabilità
si estenderà a tutte le prestazioni erogate ivi comprese
attività ambulatoriali ma non consentirà una azione
di rivalsa (ad esclusioni delle rarissime ipotesi di comportamenti
dolosi) nei confronti dei sanitari dipendenti per i quali sarà
unicamente possibile una azione disciplinare.
La copertura sarà obbligatoria (e non
poteva essere diversamente) con massimali che verranno stabiliti
dal Ministero della Salute e che presumibilmente saranno notevolmente
superiori a quelli oggi comunemente richiesti ed offerti dal medico
assicurativo stante il livello risarcitorio attualmente riconosciuto
dai Giudici di merito nella copiosa giurisprudenza quotidianamente
prodotta.
Parafrasando la normativa in tema di R.C. auto
obbligatoria anche per questo contenzioso viene istituita la facoltà
di azione diretta per il risarcimento nei confronti dell'assicuratore
nel limite del massimale di polizza previa domanda risarcitoria
documentata disattesa dopo novanta giorni dalla sua formulazione.
Non si può poi non osservare che tale
norma ormai di prossima emanazione prevedendo una ipotesi di soluzione
arbitrale, che può pertanto evitare il ricorso all'autorità
giudiziaria, potrà essere foriera di un maggiore ricorso
da parte del paziente vittima di malpractice medica al Giudice
penale al fine di forzare, sotto la "minaccia" di una
possibile condanna a pena detentiva, un più celere e monetariamente
più sostanzioso risarcimento.
Ecco che ancora una volta di più un
buon monitoraggio e una corretta gestione dei rischi potrà
ridurre o quantomeno contenere una sinistrosità con conseguente
contenzioso dai contorni sicuramente oggi molto inquietanti sia
per il mondo sanitario sia per quello assicurativo.
Su gentile concessione da parte della M & P Risk Agency S.p.A.
di Milano riproduco a titolo esplicativo lo studio di un progetto
di massima per la gestione del rischio clinico.
| Progetto per la gestione del rischio clinico
nell'Azienda Ospedaliera predisposto dalla M & P Risk
Agency S.p.A., P.zza Repubblica n. 32, 20124 Milano - tel
02 6691713 |
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Risk Management
Le Aziende Ospedaliere sono sempre più
esposte ai rischi, nasce da qui la necessità di gestirli
in modo nuovo e con sistemi adeguati. Il mezzo da utilizzare
è il Risk Management la cui attenzione oggi non si
deve più limitare ai rischi puri ma va estesa a tutti
i rischi dell'azienda
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Obiettivo
L'obiettivo da perseguire è quello
di rendere accettabile il grado di rischio residuo dopo
il trattamento
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Approccio
L'approccio più razionale alla
gestione dei rischi è quello che considera il trattamento
degli stessi un vero e proprio investimento, cui corrisponde
un effettivo profitto, basato sul fatto che i vantaggi derivanti
da una diminuzione dei danni superano i costi del trattamento
dei rischi
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Progetto
Proprio per questo è stato elaborato
un progetto innovativo per l'analisi, la valutazione e la
prevenzione del rischio clinico, articolato in cinque fasi
fondamentali
1. Fase conoscitiva
2. Analisi e valutazione
3. Fase propositiva
4. Formazione
5. Creazione del modello
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Fase conoscitiva
Studio preliminare delle statistiche
sulle sinistrosità negli ultimi anni suddividendole
per aree di rischio ed aree funzionali
Rilevazione delle tecnologie: apparecchiature
elettromedicali e strumenti funzionali all'attività
medica
Rilevazione delle procedure esistenti:
protocolli scientifici e linee guida
Rilevazione dei profili professionali
del personale sanitario
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Analisi e valutazione
Tale fase costituisce il necessario raccordo
tra la precedente fase conoscitiva e la successiva fase
propositiva, in quanto la realtà aziendale così
come rilevata sarà analizzata al fine di evidenziare
i punti di criticità sui quali sarà opportuno
intervenire
L'analisi e la relativa valutazione avrà
ad oggetto le procedure (protocolli scientifici, prassi,
linee guida), le tecnologie (apparecchiature elettroniche
e non, materiale d'uso) e le risorse umane (profili), rilevate
per ogni unità operativa
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Formazione
- Consenso informato
- Responsabilità penale
- Responsabilità civile
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Creazione modello
Verrà creato un modello di "risk
management", che prevede l'istituzione di un'Unità
di gestione del rischio coordinata da un Risk manager (il
referente del progetto) e composta di un rappresentante
per ogni reparto, che avrà come obiettivo la revisione
sistematica e permanente della pratica clinica in tutti
i suoi aspetti
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Cronogramma

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