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Provvedimento 24 maggio 2001
Accordo tra il Ministro della sanità,
le regioni e le province autonome sul documento di linee-guida
inerente il progetto "Ospedale senza dolore".
(G.U. n. 149 del 29 06 - 2001)
Linee guida per la realizzazione dell'"Ospedale
senza dolore"
1. Premessa
Il presente documento contiene linee guida
che consentono la realizzazione, a livello regionale, di progetti
indirizzati al miglioramento del processo assistenziale specificamente
rivolto al controllo del dolore di qualsiasi origine.
È auspicabile che l'applicazione delle linee guida, destinate
alle strutture sanitarie di ricovero e cura, possa diffondere
la filosofia della lotta alla sofferenza a tutti i soggetti coinvolti
nei processi assistenziali extraospedalieri.
Le linee guida si integrano con quanto contenuto nelle linee guida
nazionali in tema di cure palliative.Ciascuna regione, nell'ambito
della propria autonomia, adotterà gli atti necessari all'applicazione
delle linee guida in coerenza con la propria programmazione, prevedendo
il sistematico inserimento della loro attuazione nelle procedure
di valutazione dei risultati delle aziende sanitarie.
Oggi, anche nelle istituzioni più avanzate, il dolore continua
ad essere una dimensione cui non viene riservata adeguata attenzione,
nonostante sia stato scientificamente dimostrato quanto la sua
presenza sia invalidante dal punto di vista fisico, sociale ed
emozionale.
Il medico ancora oggi è portato a considerare il dolore
un fatto secondario rispetto alla patologia di base cui rivolge
la maggior parte dell'attenzione e questo atteggiamento può
estendersi anche ad altre figure coinvolte nel processo assistenziale.
Allo scopo di arginare la prevalenza del dolore negli ospedali,
documentata da numerosi studi e ricerche, il Ministero della sanità
ha istituito una commissione di studio, con decreto del 20 settembre
2000, che ha elaborato il documento tecnico di base per la stesura
delle linee guida.
L'idea iniziale si ispira ad analoghi progetti internazionali
e istituzionalizzati in alcuni Paesi europei.Finalità specifica
delle linee guida è quella di aumentare l'attenzione del
personale coinvolto nei processi assistenziali nelle strutture
sanitarie italiane affinché vengano messe in atto tutte
le misure possibili per contrastare il dolore, indipendentemente
dal tipo di dolore rilevato, dalle cause che lo originano e dal
contesto di cura.
Alla luce di queste considerazioni si rende necessario un radicale
mutamento di attitudini e atteggiamenti che deve coinvolgere non
solo il personale curante ma anche i cittadini che usufruiscono
dei servizi sanitari del Paese.
Ciò implica che la rilevazione del dolore divenga costante
al pari di altri segni vitali quali la frequenza cardiaca, la
temperatura corporea, la pressione arteriosa, fondamentali nella
valutazione clinica della persona.Le linee guida contengono inoltre
indicazioni relative al processo di educazione e formazione continua
del personale di cura operante nelle strutture sanitarie ed alla
informazione e sensibilizzazione della popolazione.
2. Le fasi applicative
Per la applicazione delle linee guida si identificano
le seguenti fasi procedurali:
2.1. Fase preliminare:
- identificazione delle procedure regionali atte a garantire il
coordinamento e lo sviluppo delle linee guida;
- identificazione a livello delle aziende sanitarie del responsabile
per l'applicazione delle linee guida;
- costituzione a livello aziendale di un Comitato ospedale senza
dolore (COSD), composto da un referente della direzione sanitaria,
da esperti della terapia del dolore, ove presenti, da specialisti
coinvolti nel trattamento del dolore post-operatorio e dalle figure
professionali abitualmente dedicate agli interventi di controllo
del dolore, con particolare riferimento al personale infermieristico
(vedi indicazioni specifiche nel capitolo COSD);
- il processo applicativo delle linee guida potrà essere
inserito nel sistema aziendale di gestione della qualità;
- predisposizione di materiale informativo per gli utenti;- identificazione
e predisposizione degli strumenti di rilevazione del dolore da
inserire in cartella clinica.
2.2. Fase formativa:
- analisi e valutazione dei fabbisogni formativi, cioè
indagare lo stato attuale delle conoscenze sul dolore del personale
curante;
- identificazione degli aspetti principali che saranno oggetto
della formazione;
- coinvolgimento della dirigenza sanitaria per l'attivazione di
modalità organizzative che consentano l'attuazione del
programma per la misurazione e gestione del dolore;
- predisposizione di adeguati spazi nelle cartelle cliniche per
l'indicazione della rilevazione del dolore;
- programmazione delle attività formative;
- verifica dell'efficacia della formazione e certificazione.
2.3. Fase informativa:
presentazione plenaria del progetto ospedale senza dolore e del
Comitato ospedale senza dolore ai dirigenti aziendali e sviluppo
di adeguati mezzi comunicativi, sotto forma di materiale illustrativo,
da consegnare al paziente al suo ingresso in reparto e da distribuire
capillarmente all'interno della struttura sanitaria;predisposizione
di adeguati strumenti informativi all'interno delle strutture
sanitarie (ad esempio cartellonistica), da prevedere nei punti
di maggior passaggio del personale curante, presso i reparti e
i servizi ambulatoriali e diagnostici, riportanti tra l'altro
la scala dell'OMS di somministrazione dei farmaci analgesici.
2.4. Fase di prima
applicazione:
rilevazione di prevalenza del dolore, che funga da informazione
di base, su cui verificare a distanza le modifiche indotte;
consegna al paziente del materiale illustrativo del progetto OSD
e attivazione delle procedure di sistematica valutazione e registrazione
del sintomo;verifica delle evidenze emerse durante la fase sperimentale
e apporto dei correttivi necessari.
2.5. Fase applicativa ordinaria:
valutazione periodica del livello applicativo delle linee guida
con rilevazione delle criticità;programma informativo continuo
intraaziendale rivolto agli operatori;verifica dell'efficacia
dell'applicazione delle linee guida e ampia divulgazione dei risultati
ottenuti.
3. Il Comitato ospedale senza dolore
3.1. Introduzione
Per la realizzazione delle linee guida si raccomanda la istituzione
di un Comitato ospedale senza dolore presso le strutture sanitarie.
3.2. Finalità
del Comitato "Ospedale senza dolore":
1) assicurare un osservatorio specifico del dolore nelle strutture
sanitarie ed in particolare ospedaliere;
2) coordinare l'azione delle differenti équipe e la formazione
continua del personale medico e non medico;
3) promuovere gli interventi idonei ad assicurare nelle strutture
sanitarie la disponibilità dei farmaci analgesici, in particolare
degli oppioidi, in coerenza con le indicazioni fomite dall'OMS,
assicurando inoltre la valutazione periodica del loro consumo;
4) promuovere protocolli di trattamento delle differenti tipologie
di dolore.
3.3. Composizione del Comitato "Ospedale
senza dolore"
1) il Comitato deve avere una composizione
tale da soddisfare i seguenti criteri:
a) i membri del Comitato sono rappresentati da referenti della
direzione aziendale e da personale curante dell'ospedale. Il personale
infermieristico deve costituire almeno un terzo dei membri del
Comitato;
b) gli operatori delle strutture di terapia del dolore e/o cure
palliative nonché di anestesia erianimazione devono essere
rappresentati nel Comitato;
c) un referente del servizio farmaceutico deve essere incluso
nel Comitato;
d) devono essere previste forme di partecipazioni delle organizzazioni
non profit, in particolare di volontariato, operanti nel settore.
3.4. Funzioni e compiti del Comitato "Ospedale
senza dolore":
1) promuovere l'educazione continua del
personale coinvolto nel processo assistenziale sui principi di
trattamento del dolore, sull'uso dei farmaci e sulle modalità
di valutazione del dolore;
2) assicurare il monitoraggio dei livelli di applicazione delle
linee guida e la valutazione di efficacia;
3) promuovere la elaborazione e distribuzione di materiale informativo
agli utenti relativo alla cura del dolore.
4. Appendice
Al fine di agevolare il percorso applicativo
si ritiene utile prospettare il seguente iter operativo locale
in attuazione delle direttive regionali:
4.1. Formazione:
1) l'attività di formazione del personale va rivolta agli
operatori a seconda del bisogno formativo presente nelle varie
aree ospedaliere e non (medica, chirurgica, oncologica, pediatrica,
ostetrica, ecc.);
2) la formazione deve avere carattere multidisciplinare e interdisciplinare
e coinvolgere contestualmente medici e tutto il restante personale
coinvolto nei processi assistenziali;
3) si suggerisce che il Comitato ospedale senza dolore, nella
preparazione dei moduli formativi, si riferisca ai seguenti argomenti:
- le basi teoriche (concetti di neurofisiologia e tipologia) del
dolore;
- caratteristiche e modalità di trattamento del dolore
cronico;
- caratteristiche e modalità di trattamento del dolore
acuto;
- concetti di farmacologia clinica, la scala analgesica dell'OMS;
- nozioni sull'uso degli oppioidi e della morfina;
- nozioni sulle modalità non farmacologiche nel trattamento
del dolore;
- valutazione del dolore e strumenti di rilevazione;
- aspetti psicologici e comunicativi del paziente con dolore;
4) l'attività di formazione continua rientrerà nella
formazione obbligatoria e dovrà pertanto essere inclusa
nelle ore di lavoro del personale;
5) si raccomanda la consulenza dello psicologo per la redazione
dei moduli formativi;
6) andranno esposti in tutte le U.U.O.O. ospedaliere i modelli
di trattamento del dolore (scala OMS, tabella equianalgesica,
ecc.).
4.2. Strumenti per
il monitoraggio del dolore:
1) è auspicabile che nella cartella clinica del paziente
siano riportate le caratteristiche del dolore e la sua evoluzione
durante il ricovero;
2) la rilevazione costante del dolore deve essere inserita fra
le competenze dell'infermiere, il quale dovrà ricevere
la formazione opportuna per svolgere tale compiti.
4.3. Strumenti di
rilevazione del dolore
Esistono diversi strumenti di valutazione del dolore validati
in lingua italiana (ad esempio: righelli, scale analogiche, analogo
visivo, scale verbali, scale colori ...). Sarà cura di
ogni singolo ospedale scegliere gli strumenti più adeguati,
avendo cura che siano di facile somministrazione.
Il Comitato ospedale senza dolore valuterà quali strumenti
sono più idonei per la propria realtà (ad esempio
prevalenza di malati oncologici, pediatrici, geriatrici, portatori
di menomazioni e disabilita, ecc.) e ne promuoverà la messa
a disposizione del personale di cura.
4.4. Trattamento del
dolore
Si suggerisce di utilizzare i seguenti processi applicativi:
1) vanno elaborati nelle varie aree ospedaliere protocolli di
trattamento del dolore che tengano conto della scala analgesica
dell'OMS;
2) nella valutazione del dolore si deve tener presente un indice
di intensità oltre al quale è necessario un intervento
urgente;
3) se il dolore rimane al di sopra di tale livello per due rilevazioni
consecutive la terapia analgesica va riconsiderata;
4) devono essere definite le linee guida e le indicazioni per
la somministrazione di oppioidi per vie alternative a quella orale;
5) devono essere disponibili nelle differenti confezioni e conservati
secondo le norme vigenti i farmaci oppioidi, quali la morfina;
6) devono essere disponibili nelle singole aziende dispositivi
per l'infusione di farmaci attraverso varie vie di somministrazione;
7) si auspica che le singole aziende si adoperino affinché
vengano costituite (ove non esistenti) strutture specialistiche
di terapia del dolore e cure palliative per la presa in carico
delle persone affette da dolore cronico di difficile trattamento.
4.5. Valutazione dei
risultati del progetto
Si suggerisce di utilizzare i seguenti processi di valutazione
dei risultati del progetto:
1) valutazione periodica della prevalenza del dolore in ospedale;
2) valutazione del grado di soddisfazione dei pazienti;
3) verifica del grado di preparazione degli operatori sanitari,
utilizzando un questionario su attitudini e conoscenze;
4) verifica periodica dell'avvenuta misurazione del dolore e della
sua regolare indicazione in cartella clinica;
5) altre misure di outcome potranno essere stabilite secondo le
caratteristiche dei malati afferenti alle diverse UU.OO.;
6) valutazione del consumo di farmaci analgesici.
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